L’inverno veritas di Nolan
Così anticamente mia...
come un nodo alla sua corda
seguo il tuo sguardo
sento il tuo respiro
e mi accosto a te -
amore che dilaghi -
chiudendo al mondo
senza rimedio
l'eternità
di un tuo sorriso
colato sul mio.
andando-stando
senza più via,
più ritorno.
Il trio d'archi più provocatorio del mondo

Immaginate di aver appena gustato un'ottima cena, di sedervi in una sala dove tre musicisti seri e impeccabili si accingono a salire sul palco e deliziarvi con le note della Primavera di Vivaldi: scoprirete presto che non si tratta di un concerto come gli altri- tra rivisitazioni jazz, intermezzi di commedia e un finale in puro stile Hendrix- no.. sarete investiti da una scarica di energia musicale eclettica e irresistibile!
Dal 13 al 18 gennaio 2010 - Teatro LIbero - via savona,10 - Milano
I Manifesti del movimento delle Donne
Legalità ed integrazione possono convivere?
Kind American President , Barack Obama,
Kind President of the council, Silvio Berlusconi,
Kind President European, Jerzy Buzek,
Kind President of the European commission, José Manuel Barroso
Petition: No to the slavery in Europe. The Italian state against the tyranny of the mafia. A European scandal!!!
The lack of the legalities and of the transparency in the Italia system in controls of the migratory flows, the absence of the ItalianState in controls in the world of the clandestine work, the lack of an European police for the control of traffics of human beings of the Mafia in Italy, does emerge the scandal in Italy. The Italy against the mafia. The Europe against the mafia!!!Till, this trade of slaves, deriving to a large extent from the Africa, it yielded and it made well, not underlined the "disposable slavery", now that the economy does not stand up, they come out the "knots to the comb" , of this invisible phenomenon…. http://www.comune.rosarno.rc.it/demonstrated in the commune of Rosarno, with the desperate protests, of the human pain, of these African boys, exploited by the bad organized life….All this, in the name of the comfort of mafiosoes and exploiters, removing all… to human beings that are held on conditions of slavery.Italia was, one fine day, the crib of the culture for the legality and the tolerance, today following these facts, where the “bad life” puts bombs in the courts and the slaves of color, they rise up to manifest their pain, their alienation, from the exploitation from the bad life, does not do that confirm that are remote from the culture of the legality.Legality and human rights, stamp on by mafioso organized gangs of the mafia… and we unfortunately pay the consequence for the resources lack of to oppose this phenomenon.Are suns, in the face of an infernal monster, a monster by name mafia, that is not only Italian, but well it is, a global organization that strikes Italy and the Europe all, with the drug trafficking, with the trade of human beings, are for the harvest in the fields, is with the women to prostitute.to do the LEGALITA maids ', the tolerance and it SOLIDARIETA of the millennial European culture in the face of the deprivation of the LIBERTA and of the Human Dignity , removed by mafiosoes croups that enslave human beings?
What see in Tv, that images of mens of color, desperate that protest in places and only the tip of the iceberg. Is not a located and only phenomenon is a more articulated and dramatic phenomenon.Is not the clandestine thing to the Padania, that passes from Milano with the signed jeanses, that steal to buy a jail cell … these boys are another phenomenon, is the meat of slaughterhouse of the mafia… it same mafia that does fill the city of dustbin, it same mafia that puts the bombs, that does shop of drug, that unload toxic refusals in the lobsters and in the city…These boys in plaza are un Heroes….they say no to the slavery, they say no to the mafia, they say no to the illegality to be " in fact " clandestine…If for a second consider identical in their reality, from like part believe that want to be, doing these protests of plaza?
Legality and integration can cohabit?
The tolerance lack of conjugated with the legality, can bring to destroy our tradition of free and respectful peoples of the honest work,The made in Italy victimization and the look for the expiatory he-goats, making feel guilty " the clandestine "….save Italy of the mafia crab. The see people of color that fights for the liberty, is not able be exploited to say: " looks am un clandestine bad "…. But instead can be Humpty-Dumpty fight for the legality, as all we.If himself ascertained that these persons are enslaved by the mafias, the state must, ask excuse to these human beings, for as have been enslaved in Italian territory!!! It must stay any doubt that the Europe and Italy is privy to the mafia or of the slavery of human beings.The Europe must send inspectors for surveillance these phenomenona of illegality…using the NATO technology against the mafia, surveillance with the satellites all movements that enrich the mafias. Laws there are, sin that the legality does not arrive where it must arrive.
Have in Europe a highly professional army, sin that is destined in foreign missions, while here, in Italy, a day must arrive the blue helmets to free Italy of the mafia that enslaves, sell off every kind of spices, it puts bombs, kills political, judges, city, military, policemen, police, financiers….
They will come a day the blue helmets, sin that will be a day after the fair….We must revalue the crime of "high treason of the country" for all officials of the state in Italy like in Europe?
Yours truly,
Gentilissimo Presidente Americano Barack Obama,
Gentilissimo Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano,
Gentilissimo Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
Gentilissimo Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek,
Gentilissimo Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso
Petizione: No alla schiavitù in Europa. Lo Stato Italiano contro la tirannia della Mafia. Uno scandalo Europeo!!!
La mancanza delle legalità e della trasparenza nel sistema Italia nei controlli dei flussi migratori, l’assenza dello Stato Italiano nei controlli nel mondo del lavoro clandestino, la mancanza di una Polizia Europea per il controllo dei traffici di esseri umani ad’opera della mala vita organizzata in Italia, fa emergere l’ennesimo scandalo all’italiana, Lo Stato contro la Mafia. La Europa contro la Mafia!!!Finché, questa tratta di schiavi, proveniente in gran parte dall’Africa, fruttava e rendeva bene, non si evidenziava la “schiavitù usa e getta”, ora che la economia non regge, vengono fuori i “nodi al pettine”, di questo fenomeno invisibile…. http://www.comune.rosarno.rc.it/ manifestato nel comune di Rosarno, con le proteste disperate, del dolore umano, di questi ragazzi africani, sfruttati dalla mala vita organizzata….Tutto ciò, in nome del benessere di mafiosi ed sfruttatori, togliendo tutto… ad essere umani che sono tenuti in condizioni di schiavitù.Italia fu, una volta, la culla della cultura per la legalità e la tolleranza, oggi a seguito di questi fatti, dove la mala vita mette bombe nei tribunali e gli schiavi di colore insorgono a manifestare il loro dolore, la loro emarginazione, dallo sfruttamento dalla mala vita, non fanno che confermare che siamo lontani della cultura della legalità.Legalità e diritti umani, calpestati dalle cosche mafiose… e noi purtroppo ne paghiamo le conseguenza per la mancanza di risorse per contrastare questo fenomeno.Siamo soli davanti a un mostro infernale, un mostro di nome Mafia, che non è solo italiana ben si un’organizzazione globale che colpisce l’Italia e l’Europa Tutta, con il traffico di droga, con la tratta di essere umani per la raccolta nei campi, sia con le donne da prostituire.
A cosa serve la LEGALITA', la TOLLERANZA e la SOLIDARIETA' della cultura millenaria Europea di fronte alla privazione della LIBERTA' e della DIGNITA' UMANA, tolta da gruppi mafiosi che schiavizzano esseri umani?Quello che vediamo in Tv, quelle immagini di uomini di colore, disperati che protestano in piazza e soltanto la punta dell’iceberg. Non è un fenomeno localizzato ed unico è un fenomeno più articolato e drammatico.Non è il clandestino alla Padana, che passa da Milano con i jeans firmati, che rubano per comprarsi un cellulare … questi ragazzi sono un altro fenomeno, sono la carne di macello della Mafia… la stessa Mafia che fa riempire le città di pattumiera, la stessa mafia che mette le bombe, che fa spaccio di droga, che scaricano rifiuti tossici nei mari e nelle città…Questi ragazzi in piazza sono degli EROI….dicono no alla schiavitù, dicono no alla mafia, dicono no alla illegalità di essere “di fatto” clandestini…Se per un secondo ci immedesimiamo nella loro realtà, da quale parte credete che vogliano stare, facendo queste proteste di piazza?
Legalità ed integrazione possono convivere?
La mancanza di tolleranza coniugata con la legalità, può portare ad annientare la nostra tradizione di popoli liberi e rispettosi del LAVORO ONESTO.Il vittimismo Made in Italy e il cercare i capri espiatori, colpevolizzando “ il clandestino”….non salveranno l’Italia del cancro Mafia. Il vedere gente di colore che lotta per la libertà, non può essere strumentalizzato per dire: “guarda sono dei clandestini cattivi”…. Ma invece potrebbero essere persone che lotta per la legalità, come tutti noi.Qualora si appurasse che queste persone sono schiavi dalle Mafie, Lo Stato dovrebbe, chiedere scusa a questi essere umani, per come sono stati schiavizzati in territorio italiano!!! Non dovrebbe restare nessun dubbio che l’Europa e L’Italia sia complice della Mafia o della schiavitù di esseri umani.L’Europa dovrebbe inviare ispettori per monitorare questi fenomeni di illegalità…adoperando la tecnologia NATO contro la Mafia, monitorando con i satellite tutti i movimenti che arricchiscono le Mafie. Le leggi ci sono, peccato che la legalità non arriva dove dovrebbe arrivare.
Abbiamo in Europa un esercito altamente professionale, peccato sia destinato in missioni estere, mentre qua, in Italia, un giorno dovranno arrivare i caschi blu per liberare l’Italia della Mafia che schiavizza, spaccia ogni tipo di droga, mette bombe, ammazza Politici, Giudici, Cittadini, Militari, Carabinieri, Polizia, Finanzieri…. Verranno un giorno i caschi blu, peccato che sarà troppo tardi….
Cordiali saluti,
Adolfo Pablo Lapi
Se non son Ipazie non le vogliamo

Ipazia diffondeva la grande cultura greca ed educava alla cittadinanza (agorà) mediante lo studio. Insegnava filosofia, matematica, astronomia. Un'anomalia doppiamente insopportabile: era una donna e per giunta pensava. Scomoda soprattutto al cattolicesimo apostolico romano, che in alleanza col decadente impero romano, aveva ottenuto nel 380 l'editto di Tessalonica con cui lo Stato diventava il braccio armato che perseguitava quanti non si conformassero ai dogmi cattolici.
Ipazia con cocci taglienti venne fatta a pezzi, gettati per spregio ulteriore nel "cinerone" dove si bruciava la spazzatura. I suoi assassini erano monaci fanatici ed analfabeti al seguito del vescovo di Alessandria, Cirillo.
Questa figura di donna scomoda, apprezzata e stimata dai colti, ma difforme dal mito mariano che lo stesso Cirillo stava contribuendo a costruire, fa paura ancora oggi, visto che si sta cercando di bloccare la diffusione di un film che ne ripropone la storia.
Pazzi...per le vedove!
La prima scena è ambientata in un salotto liberty primo Novecento: sepolta in una poltrona di velluto rosso, una signora anziana fuma un narghilé; è Alma Schindler Mahler, donna di virtù, che suo malgrado ha ispirato quattro grandi uomini a scrivere e comporre, dipingere e creare quella cosa tanto fragile e preziosa che si chiama arte.
Giovanissima si lega a Gustave Klimt - suo primo amore- mentre un altro Gustave, il compositore Mahler, diviene il suo primo marito. Marito adorato fin tanto che un giorno Alma conosce Walter Gropius: un architetto, un poeta che canta - nei suoi disegni perfetti - i fasti e la purezza della città futura. La sorte beffarda vuole però che, un’amica la conduca a una mostra: Alma si innamora del pittore Oskar Kokoschka, segnando l'inizio di un nuovo idillio.. Poi è la volta dello scrittore Franz Werfel…
Così i mariti muoiono presto e chissà perché i mariti muoiono così presto - si domanda alla fine dell’opera la sconsolata vedova delle quattro arti: come se Mahler, Gropius , Kokoschka e Werfel nella sua vita abbiano contato..Loro malgrado sono stati un fuscello, un grano di sabbia, che Alma racconta con originale e irresistibile ironia.
Il secondo monologo – affidato ad Antonietta Portulano, vedova di Pirandello – è ambientato nella clinica in cui la donna ha trascorso i vent’anni della sua malattia: la sua è una storia fatta di amore e di incomprensione, in cui il percorso verso la follia è evocato con pochi tratti capaci di ricreare la sensazione angosciosa che si accompagna alla perdita del controllo di sé.
La protagonista conclude il monologo-confessione sottolineando come il marito stesso abbia accettato supinamente la di lei follia, arrivando al punto di trarre - dai suoi disturbi - spunto per la composizione artistica e, in particolare, per l’ideazione de Il Berretto a sonagli.
Un Pirandello inedito dunque quello che emerge dal testo pungente e acutissimo di Groppali che, tra la citazione di una celebre commedia e la rivisitazione di frammenti biografici, guida lo spettatore nell'oscuro tunnel della pazzia, alla fine del quale un colpo di teatro attende lo spettatore.
Tra il chiaro e lo scuro il Mercante di Ronconi

Una scenografia - quella di Margherita Palli - scarna ed essenziale, priva di qualsiasi connotazione storica, tesa tra due luoghi, Venezia e Belmonte. Comune è lo sfondo che recupera naturalmente il palcoscenico del Teatro Strehler, ridipinto in una tinta più chiara; e comune è soprattutto la costante, insistente presenza della bilancia, declinata in tutti gli elementi scenici, con un fiorire ovunque di pesi e di misure di tutte le dimensioni e tipologie.
“La bilancia determina lo spazio”, dichiara Margherita Palli, “replicandosi all’infinito. Dopo il Sogno di una notte di mezza estate, un altro Shakespeare mi offre l’occasione per interpretare lo spazio vuoto del grande palcoscenico dello Strehler, non da riempire scenograficamente ma con una trama ideale di oggetti, un intreccio di segni e simboli”.
L’esigenza di differenziare i due mondi, diversi ma speculari, di Venezia e di Belmonte, si riflette anche nei costumi, firmati da Ursula Patzak, che spiega: “Per Venezia, regolata dal denaro, dagli affari, ho pensato a costumi che riprendessero la rigidità di quel mondo con redingote scure, vagamente fine ‘800. L’altro, Belmonte, inventato, fantastico, dove a dominare sono le linee fluide, senza rimandi ad epoche storiche definibili, i tessuti leggeri e preziosi” .
Piccolo Teatro Strehler - largo Greppi (M2 Lanza) - dal 7 al 31 gennaio 2010 - Info e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv - Prezzi speciali su www.piccolocard.it
La primera boda gay en Latinoamérica se celebra en la Patagonia
La gobernadora de Tierra del Fuego autoriza el matrimonio después de que la justicia civil lo volviera a rechazar.Scrooge

Piccolo Teatro Studio - via Rivoli, 6 - dal 22 al 30 dicembre 2009
La farsa tragica di Ionesco

di Eugène Ionesco
regia e scene Pietro Carriglio
con Nello Mascia, Galatea Ranzi e Sergio Basileproduzione Teatro Biondo Stabile di Palermo
AAA cercasi Cirano disperatamente

Sono ormai dieci anni che Teatro Libero rappresenta questo spettacolo in giro per l’Italia; cambiano le sale ma non il loro entusiasmo, supportato dalla presenza formidabile del pubblico che ha decretato il successo di questo spettacolo, trasformandolo in un ritratto generazionale e in un vero e proprio cult del teatro giovane.
Con momenti di intensa fisicità e nella maniera asciutta, veloce, visionaria che contraddistingue le regie di Corrado d' Elia, la magnifica storia di Cirano - uomo eroico e virtuoso - insuperabile nella spada e nella parola, la cui diversità e il rifiuto di farsi imprigionare dalle convenzioni sociali, dall'asservimento politico e culturale, dal conformismo ideologico e dal potere viene pagata con la morte.
Ombre Shakespeariane

“Nelle mie frequentazioni shakespeariane”, spiega il regista, “ho sempre scelto commedie problematiche: Troilo e Cressida, Sogno di una notte di mezza estate, Misura per misura. Il loro esito dipende dallo sguardo dell’osservatore: cosa vede? Cosa lascia in ombra? Il mercante di Venezia rientra nella mia predilezione per questo Shakespeare mezzo chiaro e mezzo scuro, mezzo serio e mezzo grottesco… Nel Mercante il concetto di duplicità è ancor più marcato, rispetto al Sogno: se là esisteva una netta demarcazione fra il mondo di Atene e quello della Foresta, nel Mercante possiamo parlare di una continua alternanza tra due “location” equivalenti, un luogo realistico, Venezia, e un luogo fiabesco o romanzesco, Belmonte. Due luoghi sono anche il “luogo dell’ebreo” e quello “del cristiano”. Non stiamo parlando di un conflitto di religioni: a Shakespeare non interessava e il testo va lasciato così com’è, senza forzature. Un altro tema interessante è il rapporto tra eros e danaro: la legge del danaro, e il modo in cui essa governa l’eros, è sorprendentemente presente. Siamo di fronte a una commedia piena di sfaccettature e di possibili punti di vista…”.
Piccolo Teatro Strehler - largo Greppi (M2 Lanza) -dal 9 al 23 dicembre 2009 e dal 7 al 31 gennaio 2010
Info e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
Polizia Penitenziaria: quale identità
“Noi che conosciamo bene la realtà carceraria vivendola quotidianamente - dichiara Angelo Urso Segretario Nazionale UIL PA Penitenziari - non possiamo che soffrire per la conseguenze che si riverberano su di noi in termini di immagine”. “Riteniamo indispensabile - aggiunge Urso - sollecitare le coscienze di ognunoad una riflessione sulle condizioni che il sistema carcere attraversa, a causa del sovraffollamento e delle carenze di ogni genere”. “Vogliamo sfatare il luogo comune che vede proprio nella Polizia Penitenziaria i responsabili di tutto. Siamo noi, pur lavorando in condizioni di estrema difficoltà, ad essere i primi garanti dei detenuti, quelli che cercano di risolvere i loro problemi ogni giorno, di garantire i loro diritti e di far rispettare le regole di civile convivenza, coloro che assorbono i loro sfoghi, le loro sofferenze e le loro frustrazioni”. “Si tratta di quotidiani fatti di cronaca penitenziaria – conclude il sindacalista - dei quali non si parla perché forse nella notizia manca clamore, ma per noi salvare una persona che tenta il suicidio è motivo di soddisfazione perché un essere umano
è sempre tale, ancor di più quando privato della libertà”.
Al convegno interverranno il Presidente della Regione Lombardia, Sen. Roberto Formigoni, la Dr.ssa Antonella Maiolo sottosegretario del Presidente della Regione, il Dr.Alberto Nobili procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano, il Dr. Massimo Picozzi Direttore ricerca del Crimine presso l’Università Liuc di Castellanza, la Dr.ssa Alessandra Uscidda comandante di reparto presso la casa reclusione di Bollate, la Dr.ssa Daria Bignardi giornalista e conduttrice televisiva e Sarno Eugenio Segretario Generale UIL PA Penitenziari.
Carrozzine e stampelle di cioccolato, come il panettone a Natale
E allora la redazione di Disabili.com , portale di riferimento dei disabili italiani da 10 anni (1 milione di pagine viste al mese, 8.500 iscritti al forum e oltre 2.000 fan su Facebook) che di questo si occupa quotidianamente, 365 giorni l'anno, si è chiesta e ha chiesto ai propri navigatori- ed anche ad alcune persone che di disabilità si occupano o che la disabilità conoscono bene- se ha senso, ed eventualmente quale sia, celebrare il 3 dicembre.
Processo breve e violenza contro le donne
Associazione "D.r.Re. contro la violenza", Presso Linea Rosa, Sede Operativa, Via Mazzini, 57/A 48100 Ravenna. Tel. e Fax 0544 216316
e-mail: direcontrolaviolenza@women.it
www.direcontrolaviolenza.it
Sede legale: Via della Lungara nr. 19 – 00165 Roma
fonte: Unione Femminile Nazionale
La Locandiera pop di Corrado d'Elia

Dopo tanta sperimentazione, dopo gli ultimi lavori in cui la parola veniva spesso frammentata e le immagini e la musica suggestionavano in maniera determinante l'impianto spettacolare delle sue regie, ecco il ritorno ad un teatro di parola, di cui d'Elia è abilissimo costruttore (pensiamo a Cirano de Bergerac, Caligola e Novecento).
Gaber al femminile

“Dal primo istante”, spiega l’attrice, “mi è stato chiaro che in quanto donna non avrei mai potuto, ma soprattutto non avrei mai voluto, rifare Gaber. Ma Gaber, insieme a Luporini, ha davvero inventato un nuovo modo di abitare il palcoscenico e la canzone, rinnovando l'unione tra parola e musica, riflettendo,interrogandosi, scendendo nel privato o aprendosi al sociale, stando nel presente, riuscendo spesso a decifrarlo e persino ad anticiparlo, mettendosi in gioco in prima persona in una costante ricerca. Proprio nell'onestà di questa ricerca, che a tratti diventa perfino corrosiva, e nel bisogno di condividerla sta il punto di contatto con me, con noi, con l'oggi. Vale la pena di riascoltare le sue parole, specie in un momento tanto buio sia per la cultura che per le coscienze, ma credo valga la pena soprattutto perché la sua eredità, in questo caso, passa attraverso un'alterità - il mio essere donna appunto - un altro punto di vista, un'altra sensibilità. Nella costruzione della scaletta drammaturgica, non ho esitato a tagliare e ad integrare brani o canzoni di altri spettacoli, come per altro era sua consuetudine, specie con E pensare che c’era il pensiero forse lo spettacolo più rappresentato ed elaborato nel corso del tempo”.
“La cosa che mi ha soprattutto convinto”, aggiunge la regista Emanuela Giordano, “è l’idea di un Gaber riletto, ripensato, metabolizzato e proposto al femminile grazie all’interpretazione assolutamente inedita che ne fa Maddalena Crippa, allontanando così ogni rischio di imitazione, di rifare Gaber “facendo” Gaber. Maddalena Crippa, attraverso Gaber, canta e racconta la sua (nostra) idea del vivere, i suoi perché, le sue paure. E lo fa volutamente, con fascino, ironia, e potenza tutta femminile. Arturo Annecchino che ha curato il coordinamento musicale dello spettacolo, con gli arrangiamenti di Massimiliano Gagliardi, al pianoforte, ha aderito con entusiasmo al nostro desiderio di portare all’estremo questa inedita lettura gaberiana, presentando in scena non un ensemble strumentale ma un trio di giovanissime vocalist che fanno da contrappunto al canto di Maddalena Crippa, canto che spazia da una vocalità piena a note sottili e struggenti”.
L'ultimo appuntamento con “Milano per Giorgio Gaber” sarà il 14 dicembre con Claudio Bisio, che porta in scena, questa volta al Piccolo Teatro Strehler "Io quella volta lì avevo 25 anni", lettura scenica di un testo inedito di Gaber-Luporini, diretta da Giorgio Gallione con Carlo Boccadoro al pianoforte.
Piccolo Teatro Studio, via Rivoli 6 (M2 Lanza) – 2 e 3 dicembre 2009
Un mondo dove la violenza non sia più tollerata: quella contro le donne

Lo sottolinea il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in occasione della Giornata internazionale contro la violenza alle donne, ha rivolto un saluto ai partecipanti a tutte le manifestazioni ed agli eventi oggi in programma. "La Giornata internazionale contro la violenza alle donne - osserva il capo dello Stato - deve rappresentare un'occasione per riflettere su un fenomeno purtroppo ancora drammaticamente attuale, individuando gli strumenti idonei a combatterlo in quanto coinvolge tutti i Paesi e rappresenta una vera emergenza su scala mondiale".
"La conferenza su questo tema tenuta a Roma in occasione del G8 - prosegue Napolitano - ha fornito dati che valutano in più di 140 milioni le donne vittime di violenze di ogni tipo. Matrimoni forzati che coinvolgono anche bambine, mutilazioni genitali, stupri generalizzati in contesti di guerra non devono apparirci lontani e a noi estranei. Il dolore di quelle donne, di quelle bambine riguarda tutti noi, anche perché la barbarie della violenza contro le donne non è stata estirpata neppure nei Paesi economicamente e culturalmente avanzati". "..molto resta da fare in ogni parte del mondo per sradicare una concezione della donna come oggetto di cui ci si può anche appropriare: è infatti la persistenza di questi aberranti schemi mentali - sottolinea ancora - a favorire il riprodursi di insopportabili atti di sopraffazione anche in ambito familiare. E' triste dover ricordare che anche in Italia, nonostante la recente introduzione di norme opportunamente più severe, i casi di violenza, i soprusi e le intimidazioni sono in aumento".
Riprendiamoci la dignità, diciamo basta a veline e falsi miti estetici, diamo spazio e corpo alle intelligenze e a quella trascendenza del cuore che ci distingue e contraddistingue.
Donne sveglia!
Il canto libero di Nada

E’ la storia autobiografica e poetica di un mondo che non esiste più, dove l’essenza magica della natura, il tempo che passa, la pazzia, la passione, la morte, il diventare grandi sono un canto narrativo semplice e profondo che vibra di una forza misteriosa e struggente.
Da questa storia nasce MUSICAROMANZO, uno spettacolo che vede la bambina protagonista del libro raccontare della sua crescita fino a diventare donna e contemporaneamente racconta di un ritorno all’infanzia vista - oggi - con gli occhi della maturità.
MUSICAROMANZO
da Il mio cuore umano di Nada Malanima
Liberi Amori Possibili cercasi
Quale modo migliore dell'arte - dunque - e di tutto ciò che concerne lo spettacolo dal vivo per parlare di omosessualità senza tabù e aprirsi a nuove prospettive, lasciando da parte pregiudizi e paure?
Un progetto che nasce da un desiderio civile e culturale di presentare i diversi aspetti dell'omosessualità, considerando la pièce teatrale come immediato spunto di riflessione.
Perché le barriere, i pregiudizi, i distinguo e i moralismi ideologico-religiosi lascino spazio al dialogo, alla comprensione, a una serena e cosciente unica appartenenza, magari attraverso un’inquietudine, un’intuizione teatrale.
Per gli spettacoli che passeranno la prima fase di selezione verrà richiesto, solo dopo, il materiale video.
Per ogni chiarimento contattare il direttore organizzativo, Francesco Di Rienzo: 0245497296 – 3358054605
Dedicato a Fernanda Pivano
La canzone di Nanda ripercorre le tappe di un’avventura lunga quasi un secolo attraverso i Diari 1917-1973 (opera pubblicata da Bompiani) e i racconti originali che la Pivano ha fatto a Casale negli anni della loro frequentazione, dando così vita ad un affresco poetico ricco di figurazioni e melodie. La narrazione è accompagnata da immagini inedite e sottolineata da momenti musicali che attraverseranno le tappe più importanti della letteratura americana, da Hemingway ai giorni nostri, soffermandosi in particolare sulla beat generation. ù
“La canzone di Nanda”, spiega Giulio Casale, “è uno spettacolo di ‘teatro canzone’ e nasce dall’idea di unire i tanti amici e i tanti amori artistici di Fernanda Pivano attraverso una drammaturgia che contenga non solo i riferimenti ai grandi poeti, scrittori, artisti, ma anche le canzoni più rappresentative di un’epoca, che segnano anche i tempi della narrazione scenica. Questo lavoro nasce perché credo che la lezione libertaria e pacifista di Fernanda Pivano, vera selezionatrice di momenti eccellenti in letteratura e nell’arte in generale, sia quanto mai urgente oggi”.
“Giulio oltre che un attore è anche un autore”, osserva il regista, Gabriele Vacis, “Poi è uno che non scava solchi. Per dire: la distinzione tra recitare, cantare, ballare è solo occidentale. Lavorare con uno che fa tutto al livello di Giulio mi incuriosiva molto… E lavorando con lui mi sono convinto ancora di più che la regia è un lavoro di ascolto… Specie se hai un testo come quello di Fernanda Pivano da decifrare. I suoi Diari sono una specie di dizionario. Il vocabolario di un mondo che, purtroppo, non esiste più. Il nostro percorso è stato costruire il corpo che potesse pronunciare le parole di quel mondo. è un processo di incarnazione. In questo senso è sacro e non si può tanto parlarne”.
Il jazz di Alberto Sordi
Adattamenti di Enrico Intra
America Slow (da: Il bell’Antonio) / Amore, Amore, Amore, Amore (da: Un italiano in America) / Anima Nera (da: Anima Nera) / Opus Jazz (da: Adua e le compagne) / Underground Sketches, In Point of Love e Magic of New York (da: Lucky Luciano) / Rugido do leao (da: Finché c’è guerra c’è speranza) / This Is Life (da: Fumo di Londra) / Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto (dal film omonimo) / Daylight (sigla dell’orchestra 013)
CIVICA JAZZ BAND
Direttore ENRICO INTRA
Solisti: Emilio Soana (tromba), Roberto Rossi (trombone), Giulio Visibelli (sassofoni e flauto),
Mario Rusca (pianoforte), Lucio Terzano (contrabbasso), Tony Arco (batteria)
Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco
Giorello-Boschi-de Luca al Piccolo di Milano
Nella cornice di una scenografia “animata” da immagini in parte originali in parte rielaborazioni delle illustrazioni di Darwin ( tutte firmate da Luca Boschi), si dipana il viaggio del Beagle, il vascello che in cinque anni avrebbe portato lo scienziato alla scoperta dei luoghi più remoti del mondo: un percorso a tappe in cui ogni nuovo approdo, ogni nuova meta diventa occasione per illustrare alcuni aspetti del sistema evoluzionistico.
Il racconto prende le mosse dal desiderio di due ragazze dei giorni nostri di “intervistare” quel tranquillo gentiluomo del Kent che avrebbe promosso in biologia una rivoluzione intellettuale paragonabile a quella iniziata da Copernico in astronomia.
Piccolo Teatro Studio (via Rivoli 6 - M2 Lanza) – dal 21 novembre al 5 dicembre 2009
"Darwin… tra le nuvole"
Milano ricorda Alda Merini
Dittatura e follia alla Pasqual
Di Federico García Lorca, Lluís Pasqual ama dire che rappresenta per lui un padre artistico, un fratello maggiore che lo ha sempre guidato e ispirato nel suo lavoro di artista. “Oggi, per l’età che ho”, spiega, “mi sento maturo per il Lorca dei grandi spettacoli, dei testi più conosciuti ma anche più complessi come La casa di Bernarda Alba”. Il più internazionale dei registi spagnoli - che al Piccolo si fece conoscere nel 1987 con uno spettacolo di grande impatto come El Público (ancora da Lorca) - torna a Milano portando in scena il capolavoro del drammaturgo andaluso per il Festival di teatro in lingua originale del Piccolo, protagoniste le più grandi interpreti del teatro iberico guidate da Núria Espert e Rosa Maria Sardà.
La storia della madre tirannica e folle, che reclude in casa se stessa e le proprie figlie, impedendo loro di vivere e di amare, è per Pasqual la fotografia della Spagna franchista, schiacciata dalla dittatura: “Una denuncia spudorata e viva, grazie al teatro”, dice il regista. “Foto che riflettono realtà contenute in parole, in frasi scritte con il bianco ed il nero di Guernica di Picasso. Bernarda e la sua gente, allora e sempre, non difendono altro che una casta ed i suoi privilegi, sostenuta sopra colonne inamovibili di principi tanto vanamente eterni quanto vuoti e decomposti e lo fanno sfidando persino le leggi della Natura, e sapendo che semineranno solo morte”.
Come in un carcere, le mura chiudono e separano dal mondo quel nucleo di donne costrette a soggiacere alla tirannia matriarcale, in uno spazio tanto ampio quanto opprimente; si muovono come fantasmi, personaggi che sono la rappresentazione di un mondo ripiegato su se stesso, in cui non sembra penetrare alcun elemento proveniente dall’esterno. In ogni scena è palpabile la tensione del momento storico in cui è stata scritta scritta quest’opera e in ogni personaggio è possibile ritrovare un’indole, un carattere che ci riguarda, anche nel presente.
Piccolo Teatro Studio, via Rivoli 6 (M2 Lanza) – dal 5 al 15 novembre 2009 www.piccoloteatro.org - 848.800.304
Le cronache yiddish di Moni Ovadia

“Qui Radio Erevan, la radio della Repubblica socialista sovietica dell’Armenia. In nostri ascoltatori ci domandano: “Che cos’è uno scambio di opinioni?”. Rispondiamo: cari compagni, uno scambio di opinioni è quando entri nell’ufficio del tuo capo con un’opinione tua ed esci con la sua.”

