Trattato sull'imitazione

Ritorna al Piccolo Teatro Studio dal 19 al 24 gennaio il 'Don Chisciotte' secondo Branciaroli.
Il capolavoro di Cervantes con le sue 1000 pagine e quasi altrettanti episodi e pressoché irrappresentabile in teatro, prende forma in questo spettacolo di  Franco Branciaroli in  un  Don Chisciotte che imita  “Don Chisciotte”.


Come l’Hidalgo imita le gesta dei cavalieri dei grandi poemi cavallereschi, l’attore  e  regista milanese  interpretando entrambi i ruoli di Don Chisciotte e di Sancho Panza, imita le voci di Vittorio Gassman e Carmelo Bene, due grandi cavalieri della scena italiana.
Li immagino nell’aldilà”, spiega Branciaroli, “dove finalmente realizzano il sogno di mettere in scena il libro più d’avanguardia che ci sia, quello che ha aperto le porte dell’era moderna”. E il vagabondare verbale, divertente e commovente insieme dei due mattatori, ripercorrerà alcune delle scene più celebri del grande romanzo picaresco del siglo de oro spagnolo, dando loro l’occasione di sfidarsi ancora su nuove “audaci imprese”, come a lungo fecero sui palcoscenici nazionali. “Erano due avversari irriducibili”, continua l’attore-regista, “ma al fondo due artisti che si stimavano e forse, come Don Chisciotte e Sancho Panza, rappresentano un solo modo di pensare il mondo visto da due lati opposti”.

Divertimento con un pizzico di nostalgia è la temperatura emotiva dello spettacolo cui si aggiunge un continuo rispecchiarsi di finzione e realtà che invita alla riflessione sulla creazione artistica e sul teatro in sé  idea questa, cui si ispirano le scene disegnate da Margherita Palli e illuminate da Gigi Saccomandi.

Piccolo Teatro Studio, via Rivoli 6  - M2 Lanza– dal 19 al 24 gennaio 2010
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv




L’inverno veritas di Nolan

Stasera alla casa 139 di via ripamonti a Milano, un appuntamento da non mancare: Nolan in concerto, per fare le ore piccole, senza secondi fini…

E proprio da questo progetto - disco d’esordio tra i migliori del 2009 - partiamo per quello che risulta più che un ‘viaggio’, un maremosso : 'Secondi Fini per Fare le Ore Piccole'.
E sono Lucio Sagone, Stefano Risso, Gipo Gurrado la  triade batteria, contrabbasso, voce&chitarra, occasionalmente pianoforte, elettronica e sassofono.


Parole e sensazioni mai banali, transgender della musica a vestire di contenuto un corpo teso, vibrante, da rock malinconico e duro.
Poesia in movimento per suoni che confondono, malinconici, su amori finiti, forse sognati, di un altrove dei sensi che costringe l’ascolto e come nodi ci lega irrimediabilmente a “Il Succo”, “Inverno Veritas”, “Non Torno” , “La Strada Opposta”.

Così, su ‘ volevo uscire un po’/ma non piove più/perché credevo di averti pensato/ma poi non eri tu’ invitiamo cuori zingari all’ascolto di questa bella onda musicale, stravagante, innovativa, a rompere il ritmo: sull’onda di emozioni che prendono forma in noi, chiudiamo su  'Non torno':” tra un po’/vengo lì/porto secondi fini/per fare le ore piccole/giornate storte/ per tempi dispari”.

Tra un inizio e una fine - senza fini -  un concerto da non perdere.



Così anticamente mia...

yo

come un nodo alla sua corda
seguo il tuo sguardo
sento il tuo respiro
e mi accosto a te -
amore che dilaghi -
chiudendo al mondo
senza rimedio 
l'eternità
di un tuo sorriso
colato sul mio.

andando-stando
senza più via,
più ritorno.

Il trio d'archi più provocatorio del mondo


Dopo lo strepitoso successo ottenuto nella scorsa stagione con sette giorni di permanenza che hanno registrato il tutto esaurito,e una replica straordinaria, tornano al Teatro Libero di Milano i "Pluck", il trio d'archi più provocatorio del mondo: se pensate che la musica classica sia troppo old-style e pretenziosa - bene, i Pluck vi faranno cambiare idea.


Immaginate di aver appena gustato un'ottima cena, di sedervi in una sala dove tre musicisti seri e impeccabili si accingono a salire sul palco e deliziarvi con le note della Primavera di Vivaldi: scoprirete presto che non si tratta di un concerto come gli altri- tra rivisitazioni jazz, intermezzi di commedia e un finale in puro stile Hendrix- no.. sarete investiti da una scarica di energia musicale eclettica e irresistibile!
In scena tre musicisti eccezionali e irriverenti - pieni di talento - che eseguono questo 'loro' ricco repertorio mettendo in ridicolo ogni tipo di musica, da Bach ai Beatles, fino a 'condurvi' attraverso un mix di incredibili armonie, in un  vero e proprio incendio musicale!
Formatisi nel 2002, questi folli musicisti sono animati dal desiderio di fare qualcosa di più che semplicemente suonare gli strumenti che hanno studiato e perfezionato a lungo: le loro performance sono un mix perfettamente calibrato di musica classica, jazz e rock, che hanno sedotto le platee di tutto il mondo, dall'Europa all'Australia, riportando grandi successi di pubblico e critica.

Da non perdere.

THE PLUCK SHOW
Dal 13 al 18 gennaio 2010 - Teatro LIbero - via savona,10 - Milano






I Manifesti del movimento delle Donne




.......parliamone....

13 gennaio ore 19,30
27 gennaio ore 19,30
3 febbraio ore 19,30

cicip&ciciap
circolo culturale e politico delle donne
via gorani, 9 -20123 milano

Legalità ed integrazione possono convivere?

riceviamo e pubblichiamo testo della petizione inoltrata da Adolfo Pablo LAPI

Kind American President , Barack Obama,
Kind Italian President, Giorgio Napolitano,
Kind President of the council, Silvio Berlusconi,
Kind President European, Jerzy Buzek,
Kind President of the European commission, José Manuel Barroso

Petition: No to the slavery in Europe. The Italian state against the tyranny of the mafia. A European scandal!!!

The lack of the legalities and of the transparency in the Italia system in controls of the migratory flows, the absence of the ItalianState in controls in the world of the clandestine work, the lack of an European police for the control of traffics of human beings of the Mafia in Italy, does emerge the scandal in Italy. The Italy against the mafia. The Europe against the mafia!!!Till, this trade of slaves, deriving to a large extent from the Africa, it yielded and it made well, not underlined the "disposable slavery", now that the economy does not stand up, they come out the "knots to the comb" , of this invisible phenomenon…. http://www.comune.rosarno.rc.it/demonstrated in the commune of Rosarno, with the desperate protests, of the human pain, of these African boys, exploited by the bad organized life….All this, in the name of the comfort of mafiosoes and exploiters, removing all… to human beings that are held on conditions of slavery.Italia was, one fine day, the crib of the culture for the legality and the tolerance, today following these facts, where the “bad life” puts bombs in the courts and the slaves of color, they rise up to manifest their pain, their alienation, from the exploitation from the bad life, does not do that confirm that are remote from the culture of the legality.Legality and human rights, stamp on by mafioso organized gangs of the mafia… and we unfortunately pay the consequence for the resources lack of to oppose this phenomenon.Are suns, in the face of an infernal monster, a monster by name mafia, that is not only Italian, but well it is, a global organization that strikes Italy and the Europe all, with the drug trafficking, with the trade of human beings, are for the harvest in the fields, is with the women to prostitute.to do the LEGALITA maids ', the tolerance and it SOLIDARIETA of the millennial European culture in the face of the deprivation of the LIBERTA and of the Human Dignity , removed by mafiosoes croups that enslave human beings?

What see in Tv, that images of mens of color, desperate that protest in places and only the tip of the iceberg. Is not a located and only phenomenon is a more articulated and dramatic phenomenon.Is not the clandestine thing to the Padania, that passes from Milano with the signed jeanses, that steal to buy a jail cell … these boys are another phenomenon, is the meat of slaughterhouse of the mafia… it same mafia that does fill the city of dustbin, it same mafia that puts the bombs, that does shop of drug, that unload toxic refusals in the lobsters and in the city…These boys in plaza are un Heroes….they say no to the slavery, they say no to the mafia, they say no to the illegality to be " in fact " clandestine…If for a second consider identical in their reality, from like part believe that want to be, doing these protests of plaza?

Legality and integration can cohabit?

The tolerance lack of conjugated with the legality, can bring to destroy our tradition of free and respectful peoples of the honest work,The made in Italy victimization and the look for the expiatory he-goats, making feel guilty " the clandestine "….save Italy of the mafia crab. The see people of color that fights for the liberty, is not able be exploited to say: " looks am un clandestine bad "…. But instead can be Humpty-Dumpty fight for the legality, as all we.If himself ascertained that these persons are enslaved by the mafias, the state must, ask excuse to these human beings, for as have been enslaved in Italian territory!!! It must stay any doubt that the Europe and Italy is privy to the mafia or of the slavery of human beings.The Europe must send inspectors for surveillance these phenomenona of illegality…using the NATO technology against the mafia, surveillance with the satellites all movements that enrich the mafias. Laws there are, sin that the legality does not arrive where it must arrive.
Have in Europe a highly professional army, sin that is destined in foreign missions, while here, in Italy, a day must arrive the blue helmets to free Italy of the mafia that enslaves, sell off every kind of spices, it puts bombs, kills political, judges, city, military, policemen, police, financiers….
They will come a day the blue helmets, sin that will be a day after the fair….We must revalue the crime of "high treason of the country" for all officials of the state in Italy like in Europe?

Yours truly,
Adolfo Pablo Lapi


Gentilissimo Presidente Americano Barack Obama,
Gentilissimo Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano,
Gentilissimo Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
Gentilissimo Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek,
Gentilissimo Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso

Petizione: No alla schiavitù in Europa. Lo Stato Italiano contro la tirannia della Mafia. Uno scandalo Europeo!!!

La mancanza delle legalità e della trasparenza nel sistema Italia nei controlli dei flussi migratori, l’assenza dello Stato Italiano nei controlli nel mondo del lavoro clandestino, la mancanza di una Polizia Europea per il controllo dei traffici di esseri umani ad’opera della mala vita organizzata in Italia, fa emergere l’ennesimo scandalo all’italiana, Lo Stato contro la Mafia. La Europa contro la Mafia!!!Finché, questa tratta di schiavi, proveniente in gran parte dall’Africa, fruttava e rendeva bene, non si evidenziava la “schiavitù usa e getta”, ora che la economia non regge, vengono fuori i “nodi al pettine”, di questo fenomeno invisibile…. http://www.comune.rosarno.rc.it/ manifestato nel comune di Rosarno, con le proteste disperate, del dolore umano, di questi ragazzi africani, sfruttati dalla mala vita organizzata….Tutto ciò, in nome del benessere di mafiosi ed sfruttatori, togliendo tutto… ad essere umani che sono tenuti in condizioni di schiavitù.Italia fu, una volta, la culla della cultura per la legalità e la tolleranza, oggi a seguito di questi fatti, dove la mala vita mette bombe nei tribunali e gli schiavi di colore insorgono a manifestare il loro dolore, la loro emarginazione, dallo sfruttamento dalla mala vita, non fanno che confermare che siamo lontani della cultura della legalità.Legalità e diritti umani, calpestati dalle cosche mafiose… e noi purtroppo ne paghiamo le conseguenza per la mancanza di risorse per contrastare questo fenomeno.Siamo soli davanti a un mostro infernale, un mostro di nome Mafia, che non è solo italiana ben si un’organizzazione globale che colpisce l’Italia e l’Europa Tutta, con il traffico di droga, con la tratta di essere umani per la raccolta nei campi, sia con le donne da prostituire.

A cosa serve la LEGALITA', la TOLLERANZA e la SOLIDARIETA' della cultura millenaria Europea di fronte alla privazione della LIBERTA' e della DIGNITA' UMANA, tolta da gruppi mafiosi che schiavizzano esseri umani?Quello che vediamo in Tv, quelle immagini di uomini di colore, disperati che protestano in piazza e soltanto la punta dell’iceberg. Non è un fenomeno localizzato ed unico è un fenomeno più articolato e drammatico.Non è il clandestino alla Padana, che passa da Milano con i jeans firmati, che rubano per comprarsi un cellulare … questi ragazzi sono un altro fenomeno, sono la carne di macello della Mafia… la stessa Mafia che fa riempire le città di pattumiera, la stessa mafia che mette le bombe, che fa spaccio di droga, che scaricano rifiuti tossici nei mari e nelle città…Questi ragazzi in piazza sono degli EROI….dicono no alla schiavitù, dicono no alla mafia, dicono no alla illegalità di essere “di fatto” clandestini…Se per un secondo ci immedesimiamo nella loro realtà, da quale parte credete che vogliano stare, facendo queste proteste di piazza?

Legalità ed integrazione possono convivere?

La mancanza di tolleranza coniugata con la legalità, può portare ad annientare la nostra tradizione di popoli liberi e rispettosi del LAVORO ONESTO.Il vittimismo Made in Italy e il cercare i capri espiatori, colpevolizzando “ il clandestino”….non salveranno l’Italia del cancro Mafia. Il vedere gente di colore che lotta per la libertà, non può essere strumentalizzato per dire: “guarda sono dei clandestini cattivi”…. Ma invece potrebbero essere persone che lotta per la legalità, come tutti noi.Qualora si appurasse che queste persone sono schiavi dalle Mafie, Lo Stato dovrebbe, chiedere scusa a questi essere umani, per come sono stati schiavizzati in territorio italiano!!! Non dovrebbe restare nessun dubbio che l’Europa e L’Italia sia complice della Mafia o della schiavitù di esseri umani.L’Europa dovrebbe inviare ispettori per monitorare questi fenomeni di illegalità…adoperando la tecnologia NATO contro la Mafia, monitorando con i satellite tutti i movimenti che arricchiscono le Mafie. Le leggi ci sono, peccato che la legalità non arriva dove dovrebbe arrivare.

Abbiamo in Europa un esercito altamente professionale, peccato sia destinato in missioni estere, mentre qua, in Italia, un giorno dovranno arrivare i caschi blu per liberare l’Italia della Mafia che schiavizza, spaccia ogni tipo di droga, mette bombe, ammazza Politici, Giudici, Cittadini, Militari, Carabinieri, Polizia, Finanzieri…. Verranno un giorno i caschi blu, peccato che sarà troppo tardi….
Dovremmo rivalutare il reato di “alto tradimento della Patria” per tutti i funzionari dello Stato in Italia come in Europa?

Cordiali saluti,
Adolfo Pablo Lapi




Se non son Ipazie non le vogliamo


In Italia si vuole blocccare il film "Agorà" di Amenabar, che narra la storia della filosofa Ipazia - filosofa vissuta ad Alessandria d'Egitto fra la fine del IV e l'inizio del V secolo.


Ipazia diffondeva la grande cultura greca ed educava alla cittadinanza (agorà) mediante lo studio. Insegnava filosofia, matematica, astronomia. Un'anomalia doppiamente insopportabile: era una donna e per giunta pensava. Scomoda soprattutto al cattolicesimo apostolico romano, che in alleanza col decadente impero romano, aveva ottenuto nel 380 l'editto di Tessalonica con cui lo Stato diventava il braccio armato che perseguitava quanti non si conformassero ai dogmi cattolici.
Ipazia con cocci taglienti venne fatta a pezzi, gettati per spregio ulteriore nel "cinerone" dove si bruciava la spazzatura. I suoi assassini erano monaci fanatici ed analfabeti al seguito del vescovo di Alessandria, Cirillo.
Questa figura di donna scomoda, apprezzata e stimata dai colti, ma difforme dal mito mariano che lo stesso Cirillo stava contribuendo a costruire, fa paura ancora oggi, visto che si sta cercando di bloccare la diffusione di un film che ne ripropone la storia.

Come liberi pensatori - come bruniani - ostacoliamo questa censura.

Pazzi...per le vedove!

Enrico Groppali - giornalista, scrittore e critico di teatro - porta sul palcoscenico del Libero di Milano due monologhi ispirati a due grandi figure femminili che hanno segnato la vita di grandi artisti del Novecento: Alma Schindler Mahler e Antonietta Portulano

La prima scena è ambientata in un salotto liberty primo Novecento: sepolta in una poltrona di velluto rosso, una signora anziana fuma un narghilé; è Alma Schindler Mahler, donna di virtù, che suo malgrado ha ispirato quattro grandi uomini a scrivere e comporre, dipingere e creare quella cosa tanto fragile e preziosa che si chiama arte.
Giovanissima si lega a Gustave Klimt - suo primo amore- mentre un altro Gustave, il compositore Mahler, diviene il suo primo marito. Marito adorato fin tanto che un giorno Alma conosce Walter Gropius: un architetto, un poeta che canta - nei suoi disegni perfetti - i fasti e la purezza della città futura. La sorte beffarda vuole però che, un’amica la conduca a una mostra: Alma si innamora del pittore Oskar Kokoschka, segnando l'inizio di un nuovo idillio.. Poi è la volta dello scrittore Franz Werfel
Così i mariti muoiono presto e chissà perché i mariti muoiono così presto - si domanda alla fine dell’opera la sconsolata vedova delle quattro arti: come se Mahler, Gropius , Kokoschka e Werfel nella sua vita abbiano contato..Loro malgrado sono stati un fuscello, un grano di sabbia, che Alma racconta con originale e irresistibile ironia.

Il secondo monologo – affidato ad Antonietta Portulano, vedova di Pirandello – è ambientato nella clinica in cui la donna ha trascorso i vent’anni della sua malattia: la sua è una storia fatta di amore e di incomprensione, in cui il percorso verso la follia è evocato con pochi tratti capaci di ricreare la sensazione angosciosa che si accompagna alla perdita del controllo di sé.
La protagonista conclude il monologo-confessione sottolineando come il marito stesso abbia accettato supinamente la di lei follia, arrivando al punto di trarre - dai suoi disturbi - spunto per la composizione artistica e, in particolare, per l’ideazione de Il Berretto a sonagli.
Un Pirandello inedito dunque quello che emerge dal testo pungente e acutissimo di Groppali che, tra la citazione di una celebre commedia e la rivisitazione di frammenti biografici, guida lo spettatore nell'oscuro tunnel della pazzia, alla fine del quale un colpo di teatro attende lo spettatore.
Teatro Libero - via Savona 10 - Milano - dal 7 al 12 gennaio 2010

Tra il chiaro e lo scuro il Mercante di Ronconi


Dopo le repliche che a dicembre hanno fatto registrare il tutto esaurito, torna al Teatro Strehler dal 7 al 31 gennaio " Il mercante di Venezia" per la regia di Luca Ronconi : testo ambiguo - crudele -'nero' -intrigante.

Nelle mie frequentazioni shakespeariane” - spiega Ronconi - “ho sempre scelto commedie problematiche: Troilo e Cressida, Sogno di una notte di mezza estate, Misura per misura. Il loro esito dipende dallo sguardo dell’osservatore: che cosa vede? Cosa lascia in ombra? Il mercante di Venezia rientra nella mia predilezione per questo Shakespeare mezzo chiaro e mezzo scuro, mezzo serio e mezzo grottesco…”. Nel Mercante” - aggiunge il regista - “il concetto di duplicità è ancor più marcato rispetto al Sogno: se là esisteva una netta demarcazione fra il mondo di Atene e quello della Foresta, nel Mercante possiamo parlare di una continua alternanza tra due “location” equivalenti, un luogo realistico, Venezia, e un luogo fiabesco o romanzesco, Belmonte. Due luoghi sono anche il luogo dell’ebreo e quello del cristiano. Non stiamo parlando di un conflitto di religioni: a Shakespeare non interessava e il testo va lasciato così com’è, senza forzature. Un altro tema interessante è il rapporto tra eros e oro: la legge del danaro, e il modo in cui essa governa l’eros, è sorprendentemente presente. Siamo di fronte a una commedia piena di sfaccettature e di possibili punti di vista…”.

Una scenografia - quella di Margherita Palli - scarna ed essenziale, priva di qualsiasi connotazione storica, tesa tra due luoghi, Venezia e Belmonte. Comune è lo sfondo che recupera naturalmente il palcoscenico del Teatro Strehler, ridipinto in una tinta più chiara; e comune è soprattutto la costante, insistente presenza della bilancia, declinata in tutti gli elementi scenici, con un fiorire ovunque di pesi e di misure di tutte le dimensioni e tipologie.
La bilancia determina lo spazio”, dichiara Margherita Palli, “replicandosi all’infinito. Dopo il Sogno di una notte di mezza estate, un altro Shakespeare mi offre l’occasione per interpretare lo spazio vuoto del grande palcoscenico dello Strehler, non da riempire scenograficamente ma con una trama ideale di oggetti, un intreccio di segni e simboli”.

L’esigenza di differenziare i due mondi, diversi ma speculari, di Venezia e di Belmonte, si riflette anche nei costumi, firmati da Ursula Patzak, che spiega: “Per Venezia, regolata dal denaro, dagli affari, ho pensato a costumi che riprendessero la rigidità di quel mondo con redingote scure, vagamente fine ‘800. L’altro, Belmonte, inventato, fantastico, dove a dominare sono le linee fluide, senza rimandi ad epoche storiche definibili, i tessuti leggeri e preziosi” .


Piccolo Teatro Strehler - largo Greppi (M2 Lanza) - dal 7 al 31 gennaio 2010 - Info e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv - Prezzi speciali su www.piccolocard.it

La primera boda gay en Latinoamérica se celebra en la Patagonia

La gobernadora de Tierra del Fuego autoriza el matrimonio después de que la justicia civil lo volviera a rechazar.

Por primera vez, dos personas del mismo sexo se casaron ayer en Latinoamérica. Lo hicieron en la ciudad más al sur del planeta, Ushuaia, la ciudad argentina situada a 3.500 kilómetros de Buenos Aires. Álex Freyre y José María Di Bello, que habían intentado sin suerte casarse el 1 de diciembre en la capital argentina, por lo que recorrieron todo ese camino para encontrar un lugar en el mundo donde unirse en matrimonio.La pareja había pedido en abril casarse en su ciudad, Buenos Aires, pero el Registro Civil le denegó su solicitud porque el Código Civil no contempla la posibilidad de matrimonios entre personas del mismo sexo. Freyre y Di Bello presentaron entonces un recurso de amparo y consiguieron que una juez lo autorizara. Como el alcalde de Buenos Aires, el liberal Mauricio Macri, no apeló la decisión, la boda iba a celebrarse el 1 de diciembre, pero abogados católicos reclamaron ante otra juez, que les hizo caso, y después la Cámara Civil confirmó la suspensión del enlace. Una apelación de la pareja ante la Corte Suprema quedó truncada por errores de procedimiento del procurador general porteño.
Intentos judiciales
Pero Freyre y Di Bello viajaron como asesores ad honorem del Instituto Nacional contra la Discriminación (INADI) a Ushuaia y allí volvieron a pedir autorización al Registro Civil de la provincia de Tierra del Fuego, que también se la rechazó. Entonces apelaron a la gobernadora fueguina, Fabiana Ríos, de centroizquierda. Ella los autorizó y se casaron ayer. Uno de los testigos fue el presidente del INADI, el kirchnerista Claudio Morgado. "Sabíamos que la gobernadora es una persona que simpatiza con esta causa", comentó Di Bello.Hasta ayer no había matrimonios gays en Latinoamérica. El pasado día 21, la Asamblea Legislativa de la ciudad de México aprobó su existencia, pero la ley sólo entrará en vigencia en febrero. Hasta ahora, sólo existían uniones civiles, que usualmente no contemplan el derecho a la adopción, en el Distrito Federal mexicano, Buenos Aires, Colombia y Uruguay. Pero este año una reforma del Código de la Niñez habilitó la adopción en Uruguay.
ALEJANDRO REBOSSIO Buenos Aires 28/12/2009
elpais.com

Scrooge


Tratto da Canto di Natale di Dickens approda al Piccolo "Scrooge", spettacolo popolare e coinvolgente che trova nella musica il fulcro dell’intero impianto drammaturgico e scenico, unendo recitato, recitativo e canto.

Scenicamente incentrato sulle molteplici possibilità combinatorie di personaggi in carne ed ossa, ombre corporee e ombre di sagome, lo spettacolo affronta tematiche e contenuti di grande attualità.
La storia di Scrooge, avaro e misantropo riccone nato dalla fantasia di Dickens, è conosciuta: Scrooge è un perfetto prototipo di uomo avido ed egoista, cieco e insensibile di fronte ai mali del mondo; ma anche un esempio edificante di uomo in lotta con una lacerante presa di coscienza.

Coproduzione Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione e Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti, 'Scrooge' costituisce una nuova tappa del percorso di collaborazione già da tempo avviato tra queste realtà: da anni infatti Teatro delle Briciole e Teatro Gioco Vita, pur nella diversità delle poetiche e delle linee artistiche, hanno avviato percorsi di collaborazione instaurando sinergie comuni su alcuni progetti tra i quali ricordiamo la coproduzione dello spettacolo Alice nel paese delle meraviglie del 1997.

Piccolo Teatro Studio - via Rivoli, 6 - dal 22 al 30 dicembre 2009
Informazioni e prenotazioni 848.800.304, www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv

La farsa tragica di Ionesco


Pietro Carriglio prosegue la sua ricerca registica sul teatro del Novecento e sui temi dell’assurdo: dopo 'Il re muore' e a cent’anni dalla nascita dell’autore franco-rumeno, Pietro Carriglio torna a Ionesco scegliendo 'Le sedie' al suo debutto in prima nazionale fino al 20 dicembre al Teatro Studio.
Protagonisti Nello Mascia e Galatea Ranzi nel ruolo di due anziani coniugi che vivono in un faro abbandonato su un’isola deserta: una vita fatta di piccoli gesti quotidiani, come dell’assoluta mancanza di comunicazione con il mondo esterno che i due anziani decidono di rompere per trasmettere un “messaggio all'umanità”.
Attraverso le parole dei due protagonisti prendono vita sulla scena un gran numero di personaggi invisibili: alla porta è un continuo via vai di persone, saluti e strette di mano di individui inesistenti nella realtà ma lucidamente delineati nella loro mente. Persone che si materializzano solo attraverso il moltiplicarsi di sedie oggetto-simbolo, unico segno concreto del senso di vuoto che l'autore intende trasmettere.
Piccolo Teatro Studio -via Rivoli, 6 – M2 Lanza - dal 16 al 20 dicembre 2009
Informazioni e prenotazioni 848.800.304 www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
'Le sedie'
di Eugène Ionesco
regia e scene Pietro Carriglio
con Nello Mascia, Galatea Ranzi e Sergio Basileproduzione Teatro Biondo Stabile di Palermo

AAA cercasi Cirano disperatamente


In occasione della ripresa dello spettacolo 'Cirano di Bergerac' per la regia di Corrado d'Elia, la Compagnia Teatri Possibili ricerca un attore dai 35 anni in su per il ruolo di Ragueneau (il pasticcere): disponibilità richiesta per gennaio, febbraio e marzo 2010.
Sono ormai dieci anni che Teatro Libero rappresenta questo spettacolo in giro per l’Italia; cambiano le sale ma non il loro entusiasmo, supportato dalla presenza formidabile del pubblico che ha decretato il successo di questo spettacolo, trasformandolo in un ritratto generazionale e in un vero e proprio cult del teatro giovane.

Con momenti di intensa fisicità e nella maniera asciutta, veloce, visionaria che contraddistingue le regie di Corrado d' Elia, la magnifica storia di Cirano - uomo eroico e virtuoso - insuperabile nella spada e nella parola, la cui diversità e il rifiuto di farsi imprigionare dalle convenzioni sociali, dall'asservimento politico e culturale, dal conformismo ideologico e dal potere viene pagata con la morte.
Inviare cv aggiornato e foto in formato jpg a mailto: provini@teatripossibili.org entro e non oltre il giorno 18 dicembre:non saranno presi in considerazione i cv inviati senza foto o pervenuti dopo questa data.

Ombre Shakespeariane


Luca Ronconi sceglie ancora Shakespeare per la sua nuova produzione al Piccolo: un testo ambiguo, crudele, nero e intrigante come ‘Il mercante di Venezia’, al Piccolo Teatro Strehler in prima nazionale assoluta.

Nelle mie frequentazioni shakespeariane”, spiega il regista, “ho sempre scelto commedie problematiche: Troilo e Cressida, Sogno di una notte di mezza estate, Misura per misura. Il loro esito dipende dallo sguardo dell’osservatore: cosa vede? Cosa lascia in ombra? Il mercante di Venezia rientra nella mia predilezione per questo Shakespeare mezzo chiaro e mezzo scuro, mezzo serio e mezzo grottesco… Nel Mercante il concetto di duplicità è ancor più marcato, rispetto al Sogno: se là esisteva una netta demarcazione fra il mondo di Atene e quello della Foresta, nel Mercante possiamo parlare di una continua alternanza tra due “location” equivalenti, un luogo realistico, Venezia, e un luogo fiabesco o romanzesco, Belmonte. Due luoghi sono anche il “luogo dell’ebreo” e quello “del cristiano”. Non stiamo parlando di un conflitto di religioni: a Shakespeare non interessava e il testo va lasciato così com’è, senza forzature. Un altro tema interessante è il rapporto tra eros e danaro: la legge del danaro, e il modo in cui essa governa l’eros, è sorprendentemente presente. Siamo di fronte a una commedia piena di sfaccettature e di possibili punti di vista…”.


Piccolo Teatro Strehler - largo Greppi (M2 Lanza) -dal 9 al 23 dicembre 2009 e dal 7 al 31 gennaio 2010
Info e prenotazioni 848800304 -
www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv

foto Marasco

Polizia Penitenziaria: quale identità

Ancora in questi giorni - dopo i casi Cucchi e Bianzino - il carcere e i suoi Operatori sono sotto la lente mediatica a causa, purtroppo, di eventi tragici che determinano un onda emotiva di avversione nei confronti del sistema, ma in particolare della Polizia Penitenziaria.
Noi che conosciamo bene la realtà carceraria vivendola quotidianamente - dichiara Angelo Urso Segretario Nazionale UIL PA Penitenziari - non possiamo che soffrire per la conseguenze che si riverberano su di noi in termini di immagine”. Riteniamo indispensabile - aggiunge Urso - sollecitare le coscienze di ognunoad una riflessione sulle condizioni che il sistema carcere attraversa, a causa del sovraffollamento e delle carenze di ogni genere”. “Vogliamo sfatare il luogo comune che vede proprio nella Polizia Penitenziaria i responsabili di tutto. Siamo noi, pur lavorando in condizioni di estrema difficoltà, ad essere i primi garanti dei detenuti, quelli che cercano di risolvere i loro problemi ogni giorno, di garantire i loro diritti e di far rispettare le regole di civile convivenza, coloro che assorbono i loro sfoghi, le loro sofferenze e le loro frustrazioni”. “Si tratta di quotidiani fatti di cronaca penitenziaria – conclude il sindacalista - dei quali non si parla perché forse nella notizia manca clamore, ma per noi salvare una persona che tenta il suicidio è motivo di soddisfazione perché un essere umano
è sempre tale, ancor di più quando privato della libertà
”.
Queste sono le ragioni che hanno spinto la UIL PA Penitenziari ad organizzare il convegno “POLIZIA PENITENZIARIA: QUALE IDENTITA’” che si svolgerà oggi 14/12/2009 alle ore 15:30, a Milano presso il Palazzo della Regione – sala Pirelli – con la speranza che possa essere utile a fare si che si guardi al carcere in maniera diversa.
Al convegno interverranno il Presidente della Regione Lombardia, Sen. Roberto Formigoni, la Dr.ssa Antonella Maiolo sottosegretario del Presidente della Regione, il Dr.Alberto Nobili procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano, il Dr. Massimo Picozzi Direttore ricerca del Crimine presso l’Università Liuc di Castellanza, la Dr.ssa Alessandra Uscidda comandante di reparto presso la casa reclusione di Bollate, la Dr.ssa Daria Bignardi giornalista e conduttrice televisiva e Sarno Eugenio Segretario Generale UIL PA Penitenziari.

Carrozzine e stampelle di cioccolato, come il panettone a Natale

Dopo un 1° dicembre dedicato alla lotta nel mondo contro l'Aids, oggi - 3 dicembre - si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità.
Due temi trasversali, due problematiche troppo importanti per essere relegate a una sola giornata, perché così come di Aids si continua a morire anche nei giorni in cui il mondo non ne parla, si è o si diventa disabili oggi, domani o l'anno prossimo, ma la situazione diventa permanente, e i problemi quotidiani.

E allora la redazione di Disabili.com , portale di riferimento dei disabili italiani da 10 anni (1 milione di pagine viste al mese, 8.500 iscritti al forum e oltre 2.000 fan su Facebook) che di questo si occupa quotidianamente, 365 giorni l'anno, si è chiesta e ha chiesto ai propri navigatori- ed anche ad alcune persone che di disabilità si occupano o che la disabilità conoscono bene- se ha senso, ed eventualmente quale sia, celebrare il 3 dicembre.
Attraverso un sondaggio è emerso che per un terzo dei disabili italiani 'serve solo a lavarsi la coscienza'; speculare la percentuale (15%) di chi pensa che sia 'un giorno importante' e dei disillusi, convinti che 'tanto non cambia nulla'. Un navigatore su 5 infine si domanda a chi importi cosa succede ad esempio il 2, o il 4 dicembre.
Opinioni contrapposte anche nel forum di discussione aperto dalla redazione, dove se per qualcuno non ci sono motivi per festeggiare, visti i tagli al sociale, gli ausili negati e le barriere sparse ovunque nel Paese, per altri si, considerato che "Siamo pieni di giornate di qualcosa, ci sta anche questa, per sottolineare però che esistiamo anche durante il resto dell'anno ".
Per quanto ci riguarda, facciamo nostra la proposta ironica e provocatoria di un navigatore che lancia l'idea: "inventare prodotti di cioccolato a forma di carrozzina o di stampella, da vendere in questa giornata "

Processo breve e violenza contro le donne

L’associazione nazionale “D.i.Re - Donne in rete contro la violenza” alla quale aderiscono 54 centri antiviolenza di tutta Italia che operano a sostegno delle donne vittime di violenza, si unisce alle tante voci di grande preoccupazione per il Disegno di legge proposto dal Governo sulla riforma del processo penale.
D.i.Re denuncia che qualora passasse il provvedimento migliaia di processi finirebbero al macero: compresi quelli che vedono imputati gli autori di violenze sulle donne. Sono inoltre ad altissimo rischio di annullamento (per la prescrizione di due anni) i processi che vedono le donne parte offesa per i reati di maltrattamento familiare, di violenza sessuale (per i casi sotto i 10 anni), di violazione degli obblighi di assistenza familiare, di violenza privata, di lesioni e dello sfruttamento della prostituzione.
L'Associazione segnala che saranno esclusi dal rischio di prescrizione solo i processi per i reati di stalking, pornografia minorile, sequestro di persona a scopo di estorsione perché secondo il disegno di legge, producono allarme sociale. Con ciò implicitamente si ribadisce la convinzione che il maltrattamento familiare e i tanti reati contro la persona in ambito familiare siano reati che non producono allarme sociale e non riguardano la società intera.
Dati ufficiali confermano invece che il 75% delle violenze alle donne, fisiche, psicologiche e sessuali, avvengono nell’ambito familiare e sappiamo quanto siano gravi le conseguenze della violenza da un punto di vista psicologico e fisico sulle donne e sui figli e le figlie che assistono ai maltrattamenti. Sappiamo inoltre che la violenza alle donne ha costi sociali in termini sia umani che di risorse economiche altissimi e che è elemento di disgregazione sociale.
In Italia ogni tre giorni viene assassinata una donna e nella gran maggioranza dei casi sono delitti maturati nell’ambito di situazioni di maltrattamento familiare!
L’associazione nazionale “DiRe – Donne in rete contro la violenza” si appella al Parlamento affinché non approvi una legge che viola i principi costituzionali, discrimina gli imputati, non tutela le vittime di gravi reati contro la persona. Secondo l'Associazione si tratta di un’ evidente ingiustizia per tutti, che scardina lo Stato di diritto e sancirà l’ennesima impunità della violenza in famiglia e degli autori di quelle violenze che nella stragrande maggioranza dei casi sono i mariti ed conviventi.
Le donne vittime di violenza saranno lasciate prive di tutela.


Associazione "D.r.Re. contro la violenza", Presso Linea Rosa, Sede Operativa, Via Mazzini, 57/A 48100 Ravenna. Tel. e Fax 0544 216316
e-mail: direcontrolaviolenza@women.it
www.direcontrolaviolenza.it
Sede legale: Via della Lungara nr. 19 – 00165 Roma

fonte: Unione Femminile Nazionale

La Locandiera pop di Corrado d'Elia



Debutta al Teatro Libero di Milano in prima nazionale uno degli spettacoli più attesi della stagione, 'La Locandiera' di Corrado d'Elia, in un allestimento colorato, comico, di grande energia e ritmo.
Attraente e astuta - costantemente corteggiata dagli uomini che frequentano la sua locanda - non cede a nessuno e si diverte a conquistare il cuore di cavalieri e marchesi che alla fine rifiuterà, scegliendo a dispetto di tutti il fidato cameriere.

Secolo di grande allegria e finzione -il settecento- dove la forma aveva grande significato e che nello spettacolo di D'Elia prende una forma sinuosa, affascinante, colorata e ironica: da una parte la Mirandolina archetipo e modello indiscusso di femminilità, dall'altro pratica e calcolatrice donna d'affari, seducente amministratrice delle vite di coloro che nella sua locanda vivono speranze e delusioni, sacrificherà il suo ideale di donna libera in nome della possibilità di scegliere lei stessa il suo destino.
Dopo tanta sperimentazione, dopo gli ultimi lavori in cui la parola veniva spesso frammentata e le immagini e la musica suggestionavano in maniera determinante l'impianto spettacolare delle sue regie, ecco il ritorno ad un teatro di parola, di cui d'Elia è abilissimo costruttore (pensiamo a Cirano de Bergerac, Caligola e Novecento).
Una 'Locandiera' finalmente comica, ricca di energia, d'emozione e di buon ritmo, di atmosfere e scambi vivaci, prezioso e atteso incontro tra un'opera e un regista dal personalissimo e incisivo punto di vista.
Dal 2 al 31 dicembre 2009
Teatro Libero - via savona,10 - Milano

Gaber al femminile


Il secondo appuntamento con “Milano per Giorgio Gaber” è affidato a Maddalena Crippa, che torna al teatro-canzone con "E pensare che c’era il pensiero" di Gaber-Luporini, prima donna a cimentarsi con il repertorio gaberiano.

Dal primo istante”, spiega l’attrice, “mi è stato chiaro che in quanto donna non avrei mai potuto, ma soprattutto non avrei mai voluto, rifare Gaber. Ma Gaber, insieme a Luporini, ha davvero inventato un nuovo modo di abitare il palcoscenico e la canzone, rinnovando l'unione tra parola e musica, riflettendo,interrogandosi, scendendo nel privato o aprendosi al sociale, stando nel presente, riuscendo spesso a decifrarlo e persino ad anticiparlo, mettendosi in gioco in prima persona in una costante ricerca. Proprio nell'onestà di questa ricerca, che a tratti diventa perfino corrosiva, e nel bisogno di condividerla sta il punto di contatto con me, con noi, con l'oggi. Vale la pena di riascoltare le sue parole, specie in un momento tanto buio sia per la cultura che per le coscienze, ma credo valga la pena soprattutto perché la sua eredità, in questo caso, passa attraverso un'alterità - il mio essere donna appunto - un altro punto di vista, un'altra sensibilità. Nella costruzione della scaletta drammaturgica, non ho esitato a tagliare e ad integrare brani o canzoni di altri spettacoli, come per altro era sua consuetudine, specie con E pensare che c’era il pensiero forse lo spettacolo più rappresentato ed elaborato nel corso del tempo”.

La cosa che mi ha soprattutto convinto”, aggiunge la regista Emanuela Giordano, “è l’idea di un Gaber riletto, ripensato, metabolizzato e proposto al femminile grazie all’interpretazione assolutamente inedita che ne fa Maddalena Crippa, allontanando così ogni rischio di imitazione, di rifare Gaber “facendo” Gaber. Maddalena Crippa, attraverso Gaber, canta e racconta la sua (nostra) idea del vivere, i suoi perché, le sue paure. E lo fa volutamente, con fascino, ironia, e potenza tutta femminile. Arturo Annecchino che ha curato il coordinamento musicale dello spettacolo, con gli arrangiamenti di Massimiliano Gagliardi, al pianoforte, ha aderito con entusiasmo al nostro desiderio di portare all’estremo questa inedita lettura gaberiana, presentando in scena non un ensemble strumentale ma un trio di giovanissime vocalist che fanno da contrappunto al canto di Maddalena Crippa, canto che spazia da una vocalità piena a note sottili e struggenti”.

L'ultimo appuntamento con “Milano per Giorgio Gaber” sarà il 14 dicembre con Claudio Bisio, che porta in scena, questa volta al Piccolo Teatro Strehler "Io quella volta lì avevo 25 anni", lettura scenica di un testo inedito di Gaber-Luporini, diretta da Giorgio Gallione con Carlo Boccadoro al pianoforte.


Piccolo Teatro Studio, via Rivoli 6 (M2 Lanza) – 2 e 3 dicembre 2009
Informazioni e prenotazioni: 848.800.304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv