Una donna



"..lasciatemi addormentare come Saffo" : 66 anni, autrice di saggi sulla condizione femminile, Roberta Tatafiore si è congedata dal mondo e dai suoi affetti in una stanza d'albergo.
Lucidamente programmato il gesto, come le scelte di vita.

Femminista impegnata, autrice che maggiormente ha contribuito al dibattito intorno le donne - queste sconosciute - sul mercato della prostituzione, sulla pornografia, sulla difficoltà di vivere e resistere alla violenza, di esserci e portare il proprio contributo in un mondo in cui l'esclusione è dogma.
Un mondo che non perdona gli spiriti autenticamente liberi, libertari, capaci di mutare prospettiva pagando anche con la solitudine scelte come il distacco da quello che lei stessa era arrivata a definire " femminismo collettivista".
L'ultima suo intervento - appassionato quanto la donna - contro questo "statalismo chiesastico" esibito sul caso di Eluana Englaro, possiamo leggerlo sul sito di DeA, donne e altri.

Ecco allora che la fine, quella temuta, osteggiata, esclusa dal dibattito e con 'violenza' disciplinata da norme, leggi e leggine, irrompe con forza nel gesto di una donna che ha scelto la libera morte, rivendicandone il gesto.
Colpisce , nel ricordo di chi la conobbe e partecipò con lei avventure, il respiro lieve e l'attenzione sulla donna e il pudore di una sofferenza mai esibita; così Daniele Scalise ricorda Roberta Tatafiore, nell'articolo di Simonetta Fiori pubblicato sul quotidiano La Repubblica: " Come tutte le donne veramente sofferenti - Roberta non esibiva il dolore" e queste parole da sole bastano per cogliere la donna nella fierezza dei gesti che l'hanno accompagnata in vita come negli ultimi mesi, nelle spirito libertario, nelle scelte compiute come intellettuale e militante politica.
Nella solitudine di chi lotta e si spende a spezzare ipocrisie, di chi amando la libertà, rivendica e rispetta l'altrui libertà.

Così, mentre intorno a noi c'è confusione, lotta, smarrimento e una affannosa ricerca della felicità che non contempla la Virtù, rimandiamo al lettore attento il sorriso di chi lascia - dietro - lo stupore degli attoniti.